Palazzo occupato di via Bistolfi: il Comune rimanda lo sgombero

palazzo occupato via Bistolfi MilanoDopo mesi dall’approvazione della mozione che richiedeva lo sgombero del complesso edilizio incompleto e abbandonato di via Bistolfi, a lato dell’Agenzia delle Entrate, arriva la doccia fredda dell’Assessore Granelli che rinvia ulteriormente lo sgombero. Il quotidiano “Il Giornale” torna a parlare della questione.

L’Assessore Granelli nella lettera inviata il 20 novembre al Consiglio di Zona ricostruisce la storia dell’area affermando che “lo stabile era stato realizzato in forma incompleta nel 2005 per uso industriale. Nel 2007 era stata chiesta una variante per il cambio d’uso da industriale a destinazione turistico-alberghiera. Nel 2008 tale richiesta era stata negata in quanto in contrasto con l’allora Piano Regolatore Generale. Con il nuovo Piano di Governo del Territorio oggi è invece possibile completare l’immobile e poi effettuare il cambio d’uso, con le necessarie spese amministrative di trasformazione. Purtroppo la proprietà è stata oggetto di dichiarazione di fallimento con sentenza del Tribunale di Milano del 3 novembre 2011 e ora lo stabile è affidato al Curatore fallimentare e al Giudice Delegato del Tribunale di MilanoL’immobile è anche oggetto di procedura esecutiva per la vendita all’asta.Il Comune di Milano, con lettera del 7 novembre 2013 dell’Assessore alla Sicurezza Marco Granelli, confermava, in forma scritta, quanto dichiarato dallo stesso in Prefettura nel mese di ottobre 2013 durante gli incontri del Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica della Prefettura di Milano, circa la necessità che ogni opportuno intervento di allontanamento delle persone dovesse presupporre il contestuale intervento di messa in sicurezza dell’immobile al fine di impedirne la rioccupazione, come già avvenuto in precedenza. Tale intervento di messa in sicurezza è compito della proprietà e non può essere addebitato al Comune di Milano.

Il Comune di Milano, a seguito di segnalazione da parte della Polizia Locale del 19 ottobre 2012, con lettera del 25 ottobre 2012 a firma del Vice sindaco e Assessore all’Urbanistica, Edilizia Privata, Agricoltura Ada Lucia De Cesaris, ha scritto alla proprietà segnalando che l’immobile non rispetta i canoni di decoro e sicurezza prescritti dal Regolamento Edilizio, oltre che presentarsi in stato di abbandono con interventi edilizi non completati. La lettera invitava la proprietà ad intervenire per evitare intrusioni, mettere in sicurezza l’immobile, prevenire situazioni di pericolo, oltre a ricordare che la Polizia Locale era già dovuta intervenire per allontanare persone che occupavano abusivamente l’immobile. L’intervento era stato però vanificato dalla mancata esecuzione di interventi di messa in sicurezza, favorendo così nuove occupazioni.

Il curatore fallimentare rispondeva sostenendo l’impossibilità ad agire in quanto in assenza delle risorse economiche necessarie.

Il Comune di Milano, con lettera del 7 novembre 2013 dell’Assessore alla Sicurezza Marco Granelli, confermava, in forma scritta, quanto dichiarato dallo stesso in Prefettura nel mese di ottobre 2013 durante gli incontri del Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica della Prefettura di Milano, circa la necessità che ogni opportuno intervento di allontanamento delle persone dovesse presupporre il contestuale intervento di messa in sicurezza dell’immobile al fine di impedirne la rioccupazione, come già avvenuto in precedenza. Tale intervento di messa in sicurezza è compito della proprietà e non può essere addebitato al Comune di Milano.

Successivamente, il Giudice delegato del Tribunale di Milano ha convocato un incontro in data 8 novembre 2013 con tutte le parti interessate (creditori, curatore fallimentare, delegato della Prefettura, delegato del Comune di Milano, Polizia Locale, rappresentante della SIVAG) dove è stata esaminata la questione al fine di giungere alla vendita dell’immobile.

Nel corso dell’incontro il rappresentante della Banca ha offerto la propria disponibilità a sostenere i costi per l’intervento di messa in sicurezza e la SIVAG si è dichiarata disponibile ad effettuarli, previo intervento di pulizia a cura della medesima con l’assistenza della Polizia Locale che ha dato la propria disponibilità.

Si tratta ora di concretizzare la disponibilità espressa dalla banca circa la definizione e realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e la calendarizzazione in sede di Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica della Prefettura dell’intervento di allontanamento delle circa 80 persone occupanti abusivamente lo stabile, previa organizzazione delle misure di assistenza previste per legge alle persone dimoranti nello stabile, con particolare attenzione ai minori.

Contestualmente, il Tribunale ha dato indicazione per la vendita all’asta dell’immobile.

Pertanto, effettuato quanto indicato nell’incontro presso il Tribunale di Milano, le parti predisporranno l’intervento di pulizia e di messa in sicurezza e le Forze dell’Ordine di concerto con il Comune di Milano per quanto di propria competenza, predisporranno l’intervento di allontanamento.

Considerate le azioni necessarie, e gli interventi già in programmazione, si prevede che l’intervento potrà essere realizzato nella prima parte del 2014“.

 

Dalle parole di Granelli emerge una situazione molto complessa che tuttavia non può a mio avviso essere utilizzata come scusa per non procedere subito allo sgombero. Solo con una politica costante di sgomberi si da il messaggio giusto agli abusivi e a tutti coloro che pensano di fare della città terreno per stili di vita incivili incompatibili con il diritto alla sicurezza dei milanesi.