L’Amministrazione Pisapia solidarizza con gli abusivi del Lambretta

Renato Sacristani

Ci voleva Pisapia Sindaco per assistere ad un inedito scontro tra Amministrazione e Prefettura in merito al tema del ripristino della legalità.

Negli ultimi giorni in città si sono intensificati episodi di violenza e di intolleranza che hanno visto protagonisti decine di persone legate al mondo dei centri sociali.
Il 16 ottobre un’irruzione nella sede ALER di viale Romagna per protestare contro la richiesta di sgombero dele villette di via Apollodoro e Piazza Ferravilla occupate dal cosidetto “Collettivo Lambretta”.
Il giorno 22 una cinquantina di persone avevano fatto irruzione a Palazzo Marino per protestare contro l’avvenuto sgombero di un appartamento ALER  in via Preneste, occupato da una famiglia che non ne aveva il diritto.
Il giorno seguente la Polizia ha proceduto allo sgombero delle villette. Erano presenti anche alcuni esponenti dell’Amministrazione Pisapia intervenuti per solidarizzare con gli abusivi.
Lo scorso 23 ottobre le Forze dell’Ordine avevano proceduto a sgomberare la villetta ALER di Piazza Ferravilla  abusivamente occupata dallo scorso aprile da ragazzi dei centri sociali.
Il giorno prima una cinquantina di facinorosi dei centri sociali aveva fatto irruzione a Palazzo Marino per protestare contro lo sgombero di un appartamento ALER di via Preneste. Erano rimasti feriti due vigili.

Le giornate che avevano preceduto lo sgombero del Lambretta non erano state segnate da un corretto rapporto tra Istituzioni. Infatti vari esponenti dell’Amministrazione Pisapia si erano schierati apertamente contro lo sgombero e in polemica sia con ALER che con la Prefettura. Tra questi va menzionato Paolo Limonta, braccio destro del Sindaco, che aveva chiesto alla Prefettura di non procedere con lo sgombero. Un appello a favore degli abusivi era venuto anche dal meno illustre Presidente del Consiglio di Zona 3 Renato Sacristani che aveva firmato questo incredibile comunicato del Circolo di Rifondazione Comunista “Peppino Impastato”:

“Giudichiamo positivamente l’occupazione delle palazzine di Piazza Ferravilla. Un’esperienza fresca, entusiasta, arricchente, alternativa in una Milano troppo ostile e avara verso le nuove generazioni.
Un’esperienza breve, troppo breve, curiosamente breve.
E’ quantomeno singolare l’attenzione delle autorità verso i ragazzi del Lambretta. Ancora più singolare è la sollecitudine dello sgombero mentre in città ci sono situazioni ben più gravi per l’ordine pubblico. Quasi che con questo atto si volessero far dimenticare la negligenza e l’inettitudine (o forse qualcosa di peggio…) nella gestione delle palazzine di via Apollodoro.
Lo sgombero è programmato sotto l’ipocrita paravento della difesa della legalità. Noi crediamo che il vero dramma siano le migliaia di immobili maldestramente o (più spesso) intenzionalmente tenuti vuoti. Ciò è grave se frutto di scelte private (i 31 piani della torre Galfa di Ligresti sono un monito). Ma è inaccettabile se gli immobili sono di proprietà pubblica (le palazzine in questione). I prezzi delle case sono tenuti artatamente alti a vantaggio di chi ne possiede molte a fini speculativi e a sfavore di chi non ne ha nessuna. Con buona pace del “mercato” e delle sue leggi, per chi ancora ci crede.
Ma ciò che è massimamente grave è il “Pubblico” che viene meno alle proprie funzioni sociali costituzionalmente sancite: garantire un tetto a tutti e creare spazi di aggregazione e socializzazione per giovani e meno giovani.
Confidiamo che la Giunta Pisapia, dopo il primo tentennante anno di insediamento, sfoderi la sua vena più progressista contrastando le speculazioni e sostenendo queste doverose lotte di denuncia sociale.
Per queste ragioni lo sgombero va ostacolato. Ci impegnamo ad essere presenti quando avverrà e invitiamo tutte e tutti a tenersi pronti per una ampia mobilitazione. A questa dovrebbero partecipare anche consiglieri di zona e comunali.”

Nel giorno dello sgombero Sacristani aveva addirittura sacrificato il suo impegno istituzionale di membro  del “Distretto Urbano del Commercio di c.rso Buenos Aires”, abbandonando anticipatamente la riunione, per raggiungere gli abusivi. Nella stessa giornata Mirko Mazzali, Presidente della Commissione Sicurezzza del Consiglio comunale, era salito sul tetto della villetta sotto sgombero a far compagnia agli abusivi.

A seguito dell’avvenuto sgombero gli abusivi hanno occupato l’ex Istituto per le Arti Grafiche Rizzoli di piazza Occhialini. occupazione durata poche ore in quanto l’edificio è ancora in parte utilizzato.
Gli abusivi lasciano intendere che qualcuno abbia suggerito loro lo spazio da occupare.

Chi sarà stato?
Viene da pensare a qualcuno che ben conosce la storia politica della città considerato il fatto che l’edificio ha una storia particolare e pertanto può avere una valenza simbolica per il mondo dell’antagonismo militante nostalgico della falce e martello. Nel 2009 la palazzina avrebbe dovuto cedere il posto ad un residence per studenti di 14 piani realizzato da privati. Tante furono le proteste dei cittadini al punto che, nonostante il parere positivo del Consiglio di Zona, l’opera non venne mai realizzata.

Tutto fa credere che la situazione non si sia calmata, che ci possano essere nuovi sviluppi in Zona 3.