Consiglio di Zona: espulsioni e vigili per intimorire le opposizioni

Renato Sacristani di Rifondazione comunista è da luglio 2011 il nuovo presidente del Consiglio di Zona. Politicamente sconosciuto ai più, tranne che per una parentesi trascorsa in Provincia come collaboratore dell’ex Assessore Casati sotto la Presidenza di un certo Filippo Penati, è il principale artefice della tensione che da tanti mesi caratterizza l’attività della piccola istituzione territoriale.

Come primo atto della nuova amministrazione viene proposto di revisionare il regolamento interno in vigore da quindici anni. A tale scopo viene istituita una apposita “Commissione Regolamento” che si riunisce decine di volte per produrre qualche piccola modifica, spesso solo lessicale, del precedente testo. Tutto ciò con un costo in termini di gettoni di presenza pari a diverse migliaia di euro. Commissione guidata dal consigliere Cati (Pd) sotto la supervisione della Vicepresidente Rossin (Pd).
Nel frattempo viene instaurata una nuova prassi nei lavori consigliari.
I documenti presentati dai Consiglieri delle opposizioni vengono sistematicamente relegati in fondo agli ordini del giorno delle assemblee in maniera tale da non venir mai affrontati.
Mesi dopo non contento dello scarso risultato, Presidente e Maggioranza decidono di presentare direttamente in aula delle modifiche al regolamento. Viene quindi fissata una norma interna che impedisce ai singoli consiglieri di opposizione di presentare documenti urgenti, rendendo necessario il consenso della maggior parte degli eletti, ovvero il benestare della maggioranza. Non contento di ciò il Presidente fa approvare una nuova procedura per l’espulsione dei consiglieri che si comportino in maniera non confacente al proprio ruolo.
Viene istituito lo strumento delle ammonizioni. Alla terza ammonizione scatta la votazione per decidere o meno l’espulsione del consigliere. Da notare è che nel regolamento si fanno riferimenti generici al comportamento dei consiglieri in maniera tale da lasciare ampia discrezionalità al Presidente. Il risultato è la facoltà del Presidente e della maggioranza di espellere i consiglieri che risultino più attivi nell’attività di oppositori.

L’episodio più significativo di questo atteggiamento antidemocratico e lesivo delle prerogative della funzione di consigliere è stato raggiunto in occasione della seduta di mercoledì 17 ottobre con l’espulsione di ben due consiglieri. Il Capogruppo della Lega Nord Andrea Ancona e quello dell’UDC Massimiliano Rositano. Al primo non sarà consentito di partecipare addirittura a tre sedute di Consiglio.
Quanto sta accadendo nel Consiglio di Zona non può essere taciuto nonostante il modesto livello istituzionale.

Non contento del clima intimidatorio venutosi a creare, il Presidente ha cominciato da circa un mese a pretendere la presenza di una pattuglia di Polizia Locale che assista ai lavori cosigliari, anche fino a tarda ora.

Sono convinto che ci sia la necessità di intervenire presso la Procura della Repubblica per segnalare i gravi fatti che stanno accadendo nel Consiglio di Zona 3.
Non si può tollerare che la mancanza di autorevolezza giustifichi l’autoritarismo.