Lambrate invasa dai Nomadi, il Comune pensa a pagargli la casa

I quartieri dell’area di Lambrate vedono negli ultimi 6-8 mesi l’intensificarsi di presenze di cosidetti “Nomadi” che occupano gli spazi pubblici e creano disagi alla popolazione residente.
Se nel caso della zona di viale delle Rimembranze di Lambrate/Piazza Monte Titano/via Pini la situazione è ancora limitata alla presenza di qualche roulotte e il disagio è dovuto all’insistente quanto molestante questua che non si ferma nemmeno davanti alla soglia dei bar e degli altri locali commerciali, a Rubattino la situazione è ormai molto seria.

I cittadini denunciano episodi molto gravi connessi con la permanenza abusiva di persone straniere nelle aree circostanti la zona residenziale, non solo aree private lasciate colpevolmente incustodite ma anche spazi pubblici (le aree parcheggio) prese ripetutamente di mira e occupate anche per diversi giorni consecutivamente. I cittadini dununciano episodi gravi di degrado delle aree verdi. Le fontane vengono utilizzate per per pulizie intime, le aree gioco per stendere i panni. Nelle ultime settimane si assiste anche all’asportazione di rami di alberi e palizzate attorno al Lambro che vengono impiegati come legna da ardere.

L’Amministrazione comunale è per ora latitante e anche in Consiglio di Zona le priorità sembrano altre. La Commissione Politiche Sociali è già stata convocata due volte per volontà della Presidente Alessandra Naso (Italia dei Valori) per discutere delle problematiche di “Rom, Sinti e Caminanti” con i volontari dell’Associazione di Sant Egidio e dell’Opera Nomadi. In queste riunioni i rappresentanti di queste associazioni si sono lamentati della mancata attuazione del piano nomadi del Comune.
Ma di che si trattà?
Il piano è stato annunciato agli inizi di luglio e si baserebbe sullo smantellamento dei campi nomadi popolati da persone prive di nazionalità italiana a cui verrebbe concesso un contributo di 8 mila euro a famiglia per aiutarli a sostenere il costo dell’affitto di un’abitazione. Prevista anche l’alternativa per l’alloggio in strutture del privato sociale. Si tratta quindi della disponibilità di certe associazioni a dare ospitalità ai nomadi. Ovviamente queste associazioni non lo farebbero gratis.

L’Amministrazione Pisapia propone quindi di pagare la casa agli abusivi attraverso l’impiego di soldi dei milanesi con la collaborazione di enti ed associazioni di area politica affine. Il piano ricorda molto quanto fece l’ex Presidente della Provincia di Milano Penati con gli appartamenti di via Varanini, presi inizialmente in affitto poi acquistati e dati in gestione alla Casa della Carità di Don Colmegna (l’ente di cui era Direttore l’attuale Vicesindaco Maria Grazia Guida).