Multe? I partiti si chiamano fuori

Lo scorso 18 giugno è stata messa ai voti una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle che chiedeva al Sindaco di farsi garante del pagamento delle multe a carico di quei candidati e di quei partiti, praticamente tutti,  che nel corso delle scorse amministrative hanno affisso abusivamente manifesti e locandine.
In un periodo di difficoltà econonomiche in cui a tutti sono chiesti sacrifici e comportamenti più rigorosi, non farebbe certo male alla classe politica dare il cosidetto “buon esempio”.

Nel corso della scorsa campagna elettorale amministrativa a Milano tabelloni, pali o persino cabine dell’elettricità sono stati tappezzati da migliaia di manifesti, locandine, adesvi.
Il paradosso è che molti candidati si proponevano come difensori dell’ambiente, come alfieri dell’ecologia urbana. Tanto a destra come a sinistra.

Appare davvero incredibile che Partito Democratico e Rifondazione Comunista abbiano deciso di bocciare un documento che richiama tutti, Sindaco in primis, a farsi portavoce e garante dei buoni costumi contro la volgarità e il malcostume di chi imbratta la città. Non si sono sottratti a questa vergogna nemmeno il Presidente del Consiglio di Zona, Renato Sacristani, e l’ex (molto ex) Verde Michele Sacerdoti.

Hanno votato contro la mozione determinandone la bocciatura:

Antola Caterina (Pd)
Benvenuto Titti (Rifondazione Comunista)
Casati Vincenzo (Pd)
Filice Paola (Pd)
Fossati Cinzia (Pd)
Morosi Silvia (Pd)
Mussi Irven (Pd)
Rosco Giuseppina (Pd)
Rossin Sara (Pd)
Rovelli Pierangelo (Pd)
Sacerdoti Michele (Lista Milly Moratti)
Sacristani Renato (Rifondazione Comunista)
Scarinzi Massimo (Pd)
Zerbinati Giorgio (Pd)

A questo link il testo della mozione e la tabella con tutte le espressioni di voto.