La sinistra si candida alla guida del menù

In Consiglio di Zona 3 la maggioranza di sinistra si esercita a decidere anche come devono essere scritti i menù di bar e ristoranti.
il 17 maggio è stata infatti votata una delibera fortemente voluta dai consiglieri vendoliani che esorta il Sindaco Pisapia ad obbligare i ristoratori a riscrivere i propri listini inserendo l’acqua del rubinetto a volontà e gratis.

Immagino che non sia facile cercare di comprendere l’utilità che un Consiglio di Zona si esprima su un tema che non rientra nelle proprie competenze, chi però frequenta i parlamentini di quartiene ha potuto verificare come a volte alcuni consiglieri amino pronunciarsi su questioni per cui non sono stati votati. Ad un cittadino che vota per il Consiglio di Zona e magari si prende la briga di scrivere anche il nome del proprio candidato preferito interessa poter contare su una persona che dia un contributo alla risoluzione dei problemi del proprio territorio: strade, marciapiedi, viabilità, verde ecc.

Nel caso in oggetto va detto che la maggioranza di sinistra ha incredibilmente speso ore di Commissione e di Consiglio per approntare e votare un documento che “chiede al Sindaco che si adoperi con gli strumenti che ritiene più opportuni affinchè, in tutti i locali di somministrazione alimenti, bar, ristoranti, gelaterie, focaccerie e, in genere, tutti i laboratori artigianali che prevedano la somministrazione in loco, si debba:
- includere gratuitamente, nel coperto fornito insieme agli alimenti, un bicchiere od una brocca di acqua potabile di rubinetto, da potersi poi sucessivamente riempire a volontà;
- indicare chiaramente sul menù, e comunque in posizione visibile all’ingresso e all’interno del locale, la possibilità di richiedere gratuitamente acqua del rubinetto.

L’acqua comunale milanese (non uso il termine “pubblica” perchè anche quella in bottiglia è a disposizione di chiunque desideri acquistarla) è genralmente di buona qualità e pertanto non reputo sbagliato incentivarne un maggiore impiego. Non ritengo tuttavia che lo scopo vada raggiunto creando problemi al settore della ristorazione, che come tanti altri in un periodo di forte crisi soffre ma continua a dare lavoro a migliaia di addetti in città. Sono pertanto contrario a qualsiasi tentativo di obbligare i ristoratori ad adottare politiche commerciali che in uno stato liberale spetta solo a loro decidere e auspico che Sindaco e Assessore al Commercio non tengano conto dei suggerimenti della Zona 3.
Dopo tutto nessuno è obbligato a comperare acqua in bottiglia se non vuole spendere, ciò nonostante non conosco casi di assetati a cui è stato negato un bicchiere d’acqua del rubinetto.
Meglio che i consiglieri di zona investano le proprie energie in qualcosa di più utile al territorio.

Clicca qui per vedere la tabella di votazione con le espressioni di voto dei consiglieri.