Cronaca di un Consiglio di ordinaria follia

La seduta del Consiglio di Zona di ieri, giovedì 5 aprile, ha visto la maggioranza presentarsi nuovamente nel suo consueto stato confusionale.
Dopo solo un giorno dalla seduta che aveva visto i consiglieri di sinistra impegnati nell’operazione bavaglio ai danni delle opposizioni, cambiando a colpi di maggioranza l’articolo del regolamento interno che consentiva ai consiglieri di opposizione di poter presentare mozioni con carattere di urgenza, ecco che tutto ritorna alla normalità.

I lavori sembrano inizialmente procedere avanti spediti con l’approvazione dell’accorpamento delle deleghe dell’Urbanistica e del Territorio in una sola Commissione e poco dopo con l’istituzione della nuova Commissione Decentramento che avrà il compito di seguire il processo di graduale conferimento dei poteri dal Comune centrale alle Zone che l’Amministrazione Pisapia dice di voler trasformare in Municipi come già avvenuto in altre città (Roma su tutte). Viene anche finalmente creata la delegha “Sicurezza” che viene conferita alla Commissione Lavoro e Attività Produttive. Quest’ultimo un grande risultato politico del PdL che da mesi incalzava la Maggioranza chiedendo che vi fosse uno strumento istituzionale dove trattare le problematiche della sicurezza che riguardano i cittadini della zona.

Ad un certo punto ecco che il Consigliere Mariani (PD), Presidente della Commissione Territorio e Urbanistica da inizio alle danze chiedendo la parola al Presidente, che viene incredibilmente concessa per “fatto personale”. Solamente che non c’era alcuna ragione in quanto nessun consigliere era precedentemente intervenuto per acusare Mariani di qualsivoglia cosa. L’ineffabile Presidente di Commissione dichiara solennemente di aver preso una multa per divieto di sosta e di essersela meritata.
Ma come!? Incredibile! Il re delle crociate anti sosta abusiva della Zona 3, l’uomo che si batte per cancellare la sosta abusiva in tutte le vie e che ha organizzato dei gruppi di cittadini che vanno in giro a contare le auto in sosta è il primo a fare come quei milanesi indisciplinati che in ogni seduta di commissione mette all’indice? Si, è proprio così, magnifico esempio dell’idea che la sinistra ha del concetto di coerenza.

Ecco il turno del Presidente della Commissione Cultura Papale (SEL) che chiede di anticipare la trattazione della sua programmazione di iniziative per il secondo trimestre dichiarando che alcune di esse sono urgenti perchè con date molto ravvicinate. L’opposizione insorge in quanto il punto che si vorrebbe scavalcare è quello importantissimo del parere sul piano triennale delle opere pubbliche, che riguarda le priorità degli interventi viabilistici, per il verde, per le scuole, per le bonifiche dall’aminato, già scaduto a fine marzo e per cui si è già in ritardo.
Il Presidente Sacristani (Rifondazione Comunista) mette in votazione la richiesta di Papale che viene approvata dalla Maggioranza. Il consigliere Mariani, stizzito dalla impossibilità di poter discutere il piano delle opere, consegna la scheda e abbandona l’aula.
A questo punto i consiglieri di opposizione iniziano a fare richieste di anticipare altri punti ritenuti importanti tra cui quello della Programamzione della Commissione Educazione che vede alcune iniziative rischiare di saltare se non votate durante la serata. Tra queste una dell’ANPI prevista in una scuola il 14 aprile. La richiesta viene messa in votazione e il PD si spacca consentendo alle opposizioni di far approvare l’anticipazione del punto riguardante le scuole.

A questo punto la seduta degenera definitivamente e il Presidente perde, come spesso gli capita verso le 22.30 circa (calo di zuccheri?), il controllo dell’aula.
Il consigliere Papale che aveva cercato il colpo gobbo mettendo in imbarazzo la sua stessa maggioranza comincia ad andare in escandescienza.
Il Presidente decide di sospendere i lavori per 10 minuti convocando una riunione d’urgenza dei capigruppo. Il tentativo è quello di far durare la seduta oltre il termine previsto delle ore 23.00 per finire almeno il punto aperto.
Alla ripresa dei lavori il consigliere Ancona (Lega Nord) critica la scelta di voler continuare i lavori oltre il limite fissato. I toni ormai sono resi caldi dall’infiammata riunione di pochi minuti prima. Il Presidente invoca il nuovo regolamento ammonendo Ancona e minacciandolo di espulsione. Per circa 10 minuti i due conducono un siparietto in cui il Presidente, forse immaginandosi un nobile cavaliere, incalza il consigliere leghista ripetendo le frasi:
“Lei mi sfida? Sta sfidando il Presidente?!
Lei continua a sfidare il Presidente?”
Perse completamente le staffe davanti ad un Ancona indomabile il Presidente decide di mettere in votazione l’espulsione del consigliere ma 4 franchi tiratori della sua Maggiornaza lo sbugiardano facendogli mancare il necessario sostegno.
A questo punto i tre consiglieri del SEL, che speravano di superare psicologicamente il difficile momento beandosi dell’espulsione di un membro dell’opposizione, consegnano le schede abbandonando l’aula.

Ma la seduta tragicomica sembra non conoscere fine, manca ancora un capitolo, quello della votazione delle iniziative della Commissione Educazione.
La consigliera Re (Movimento 5 Stelle), che non ha mai nascosto le sue antipatie per Comunione e Liberazione, propone un emendamento per stralciare il finanziamento ad un’iniziativa dell’Istituto Sacro Cuore. Insorge il PdL e il PD si spacca nuovamente, questa volta addirittura in tre gruppi! La maggior parte vota a favore dello stralcio, altri che non sanno che pesci pigliare decidendo di astenersi, e tre consigliere invece decidono di opporsi all’emendamento e votano no (Morosi, Rosco e Antola). Nel gruppo dei favorevoli allo stralcio ci sono anche i consiglieri Naso (IDV), Ancona (Lega Nord) e Rositano (UDC).
L’emendamento passa e la programmazione viene approvata con le modifiche e il dubbio che l’emendamento rischi di invalidare l’intera delibera.

Il resoconto di questa seduta di Consiglio di Zona avrà forse fatto ridere più d’uno.
Rimane la tristezza di vedere come un’istituzione possa essere mortificata dall’incapacità di una Maggioranza che dovrebbe farsi più di un esame di coscienza se vuole governare seriamente, a partire dal Presidente che non è nemmeno in grado di capire se un emendamento è ammissibile al voto. Infatti, il Direttore oggi ha confermato che l’intera votazione della delibera sulle scuole dovrà essere ripetuta in quanto l’emendamento ha trasferito soldi su un’iniziativa che era stata scartata nella riunione di Commissione e sulla quale, di coseguenza, non vi era stato un preventivo parere tecnico-contabile da parte degli Uffici.
La votazione andrà ripetuta il 12 aprile!

Roba da matti!