Il decentramento territoriale? Una riforma astratta che non cambia niente

Il 2 marzo 2012 la Giunta del Comune di Milano ha approvato la cosiddetta riforma del Decentramento Territoriale.

Come riportato dal sito del Comune” La delibera approvata dalla Giunta assegna alle Zone un potere di partecipazione nelle scelte del Comune con l’indicazione delle priorità d’interventi. Inoltre assegna alla Zone la potestà di decidere in autonomia in una serie di materie come il verde zonale, gli impianti sportivi zonali e le piccole manutenzioni”.

Nelle intenzioni dell’Amministrazione Comunale dovrebbe dunque trattarsi di una sorta di rivoluzione della Pubblica Amministazione cittadina che assegna più potere alle zone, (oltre ad aumentarle a 12 dalle 9 attuali) che ha come obiettivo la costituzione dei Municipi con poteri e risorse adeguate all’esercizio della funzione politico-amministrativa.

In concreto il provvedimento prevede che le zone parteciperanno alla programmazione centrale dell’Amministrazione, indicando le loro priorità, in una serie definita di materie quali il piano annuale e triennale delle opere pubbliche, la manutenzione ordinaria del patrimonio comunale nelle Zone, il piano degli interventi e dei servizi sociali del Comune (inclusi asili e scuole materne),etc.

Queste attività al momento non sono affatto precluse ai consigli di zona che possono segnalare tutte le priorità che credono all’amministrazione centrale comunale, che discrezionalmente può decidere di tenerne in considerazione oppure no.

Invece su altre materie i cdz, a detta della Giunta Pisapia, avranno più potere di autonomia: localizzare le nuove aree verdi da istituire, scegliere come attrezzare le aree verdi, assegnare spazi verdi alla cura di associazioni, gruppi di cittadini e sponsor privati, istituire nuove aree pedonali e piste ciclabili di zona, individuare aree da destinate a mercati tematici, etc. . Discorso a parte la materia urbanistica la cui disciplina viene rinviata a un provvedimento successivo.

In questi ambiti tuttavia non viene volutamente specificato quale sia il reale potere del consiglio di zona. Nel documento si parla genericamente di “valorizzare la partecipazione del Consiglio di Zona alle scelte dell’Amministrazione, tendendo all’eliminazione della richiesta di “pareri” non vincolanti (…)”. DI che tipo di potere stiamo parlando?
Inoltre non si tratta di attribuzione di nuove competenze ma di specificazioni di azioni e di compiti di attuazione delle funzioni regolamentari già ad esse attribuite o delegate come previsto ex art. 4c.1 lett. a) del regolamento del decentramento territoriale del Comune di Milano.

Va altresì detto che per l’espletamento di nuove competenze da parte dei consigli di zona è tuttavia necessario disporre di un budget, strumento necessario per l’effettivo esercizio di funzioni. Sul punto la delibera accenna genericamente ad “avviare il processo di revisione della struttura del bilancio del Comune al fine di una sua articolazione per zona, prevedendo l’individuazione e la messa in atto delle modalità più idonee per raggiungere tale obiettivo”. Tradotto: niente soldi.

Dalla lettura del documento in oggetto emerge perciò che la giunta ha deliberato un documento virtuale senza deleghe, la delega ha infatti come prerogativa l’esclusività del servizio ma le parole ricorrenti come” segnalare” e “compartecipazione nelle decisioni” non possono essere deleghe ma corretta amministrazione.

Va riconosciuto che l’attuale strutturazione delle zone con gli scarsi poteri di cui queste dispongono va cambiata in quanto del tutto inefficiente a rispondere alle esigenze dei cittadini. Tuttavia se si vuole parlare veramente di riforma del decentramento, al di là degli slogan elettorali, occorre creare vere nuove competenze per le zone e fornire loro strumenti idonei per attuarle.

Diversamente vi è il moltiplicarsi di strutture pletoriche che in nome di una falsa maggior partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica aumentano costi per la pubblica amministrazione e rispondono peggio alle esigenze degli stessi.
(tratto da Il sussidiario.net del 6.03.2012)