La Memoria dimenticata

In occasione del sesantasettesimo anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz il Consiglio di Zona 3 interrompe una consuetudine avviata dal centrodestra.
Mai era accaduto negli scorsi cinque anni, quando il sottoscritto ricopriva l’incarico di Presidente della Commissione Cultura e di Vicepresidente del Consiglio di Zona 3, che una ricorrenza fondamentale della storia moderna europea e mondiale come la Giornata della Memoria fosse dimenticata.
Spesso ho scritto in questo sito raccontando le difficoltà e l’incapacità della nuova maggioranza di sinistra di operare, a partire dalla corretta interpretazione del regolamento passando per i tanti tentativi di limitare le possibilità di espressione dei cittadini e dei consiglieri delle opposizioni.
Sinceramente non pensavo che coloro che rappresentano quel mondo politico intriso di retorica e di valori, sbandierati spesso solo a parole, potessero arrivare a dare una prova di mancanza di sensibilità istituzionale di questo livello.
Non può essere una scusante quella dichiarata in aula dal Presidente della Commissione Cultura Papale (SEL-Vendola), ovvero la mancanza di proposte trasmesse alla sua attenzione. Le difficoltà organizzative dell’ANPI di Zona 3 non possono essere una ragione per non avvertire il bisogno di adoperarsi, come il regolamento e la prassi consente, per organizzare direttamente un’iniziativa istituzionale. Nel 2008 e nel 2010 si tennero addirittura più di una inizziativa per onorare la Giornata della Memoria. Ricordo ancora con piacere l’evento in cui, come centrodestra, portò a contribuire a conoscere Giorgio Perlasca raccontato da un documento audiovideo e dalle parole del figlio Franco. Come dimenticare l’iniziativa del 2010 in cui venne coinvolto anche l’Istituto Virgilio di piazza Ascoli nel ricordo di Ferdinando Valletti e, attraverso la sua storia, gli altri deportati di Gusen.

Mi auguro che il prossimo anno il Consiglio di Zona potrà tornare a celebrare la Giornata della Memoria e che coloro che hanno sbagliato imparino dai propri errori.