Venghino signori venghino: dateci consigli, ma delle soluzioni ce ne infischiamo

Il centro sinistra milanese ha inaugurato una stagione all’insegna della menzogna. Dopo i ben noti provvedimenti contro i milanesi – aumento del 50% del biglietto ATM, introduzione dell’Irpef, meno sicurezza per tutti, etc – sta provvedendo ad organizzare una serie d’incontri pubblici con la parvenza di rendere partecipi i cittadini alle decisioni che più stanno a cuore alla maggioranza della popolazione, ma lo scopo reale è quello d’illuderli.

L’esempio lampante viene dalla Zona 7, dove siedo tra i banchi dell’opposizione. Da quando faccio politica ho sempre creduto che il bene comune fosse sopra tutto, anche sulle direttive di partito, e per questo motivo, a volte, ho votato con questa maggioranza. Lunedì 26 settembre il Consiglio di Zona 7 ha deliberato a favore della proposta di porre in essere un tavolo di ascolto tra ATM, Comune, Zona e cittadini affinché si provveda a ridisegnare il percorso sostitutivo delle linee del servizio pubblico toccate dai lavori della MM5. La delibera non tiene assolutamente in considerazione ciò che era emerso in un incontro pubblico in cui la cittadinanza chiedeva a gran voce di non essere “tagliata fuori”. Ebbene, il Presidente della Commissione Mobilità e Verde, Ivano Grioni, non solo dimostra di non conoscere la zona in cui opera, ma pur essendo uno dei maggiori fautori della partecipazione non si cura minimamente di quello che emerge dalle commissioni. Nella fattispecie, si è votata la proposta di  spostamento del capolinea della linea sostitutiva 16 in piazzale Lotto mentre in commissione si parlò invece di prolungamento. Lodevole il congiungimento alla MM1 – in commissione votai favorevolmente -, ma spostare il capolinea significa emarginare parte del quartiere che prima era servito da ben quattro fermate in più del tram 16, che arrivando in piazza Axum permetteva agli utenti di raggiungere il bus 49 per recarsi all’Ospedale San Carlo. Ancora più sconcertante, davanti alle mie rimostranze, è stato il fatto che Presidente e Vicepresidente della Commissione Mobilità e Verde, Giuseppe Perucelli, hanno bocciato i miei emendamenti con la scusa che bisogna snellire le procedure perché, una volta che ATM farà la sua proposta, ci riuniremo nell’ennesima assemblea per capire cosa ne pensano i cittadini. A cosa è servito, dunque, convocare una prima riunione pubblica per ascoltare i cittadini se la delibera approvata non fa assolutamente menzione delle richieste avanzate, se non quelle del comitato di quartiere pro Pisapia?

Un altro fatto emblematico di quanta demagogia venga usata dalla sinistra milanese è che i proclami in materia di tagli siano continui. In tal senso, la Zona 7 sembra il nuovo laboratorio politico del PD milanese. La maggioranza dibatte sul tagliare i membri delle commissioni perché il numero degli stessi è troppo elevato. La rappresentanza di tutti i partiti verrebbe comunque garantita proporzionalmente. Lo scopo è quello di ridurre i costi in termini di gettoni monetari elargiti dalle casse comunali. La scusa è quella che con troppi consiglieri nelle commissioni non si riesca a concordare sulle proposte di delibera, evitando il chiacchiericcio e troppa infruttuosa caciara. La soluzione è così semplice: basterebbe evitare d’incontrarsi all’esterno del consiglio di zona e non convocare le riunioni di venerdì pomeriggio – il contratto dei funzionari comunali prevede 36 ore settimanali, di cui quattro il venerdì -, risparmiando in questo senso. A mio avviso, basterebbe non aprire le porte ai cittadini per la loro continua campagna elettorale a spese dei contribuenti, convocando unicamente chi deve essere ascoltato per particolari progetti o proposte. Sbaglio o siamo stati eletti in rappresentanza dei cittadini?

Infine, vorrei rendere pubblico fatti disdicevoli che ben sottolineano l’arroganza di chi sta governando la città con il rancore politico, figlio dei lunghi e amari anni in cui gli stessi eletti sedevano nei banchi dell’opposizione. Le proposte di buon senso, e sottolineo non politicizzate, che giungono dai banchi dell’opposizione vengono respinte a prescindere senza nemmeno ascoltare l’argomento, ma anzi ci si pavoneggia proprio per questo motivo. Veniamo insultati perché rappresentiamo un partito come se fosse una colpa capitale e, nonostante i loro stessi kompagni riconoscano l’eccessiva veemenza, non ci viene nemmeno chiesto scusa. Va bene l’acceso confronto politico, ma siamo esseri umani degni tutti di rispetto, un atteggiamento del genere è da condannare, credo, a prescindere.